6 Gennaio 1980 - Dal diario di Veronica

"...la vita é una sola, é l'unica cosa vera, importante da prendere sul serio, e non da viverla perché bisogna viverla. La vita é un impegno verso sé stessi e verso gli altri e non bisogna aspettarsi una ricompensa nell'aldilà perché la vita é bella.. perciò vi dico, viva la vita e viva il tempo che scorre, viva, viva, viva . Stringiamoci la mano sotto il ponte dell'arcobaleno e il sorriso del sole. Viva l'arte della vita!".
Veronica (Nicky)
In questo libro voglio scrivere le varie parti della mia vita: nascita, giovinezza(bambina), maturità, via di mezzo, vecchiaia. Lo faccio per rendermi conto di quante possibilità ho avuto con il sacrificio dei miei genitori e con il mio.

Per adesso posso dire solo che nella vita, o meglio, in questa parte di giovinezza, penso e pensavo di diventare conosciuta in tutto il mondo, o almeno di essere importante qui in Italia.

L'idea ce l'avevo vagamente in testa un po' di tempo prima di provare il tutù. Oggi, 6.1. 80, ho provato il tutù: mi piaceva ricordare la mia infanzia e il mio desiderio di diventare famosa.

Proprio il tutù mi ha fatto venire in mente di scrivere un libro, quel vestitino così bizzarro da ballerina.

Questo libro lo faccio in nove capitoli: nascita, la prima avventura, ecc..."



Questo progetto, coltivato ingenuamente fin da quando aveva dieci anni, Veronica non poté realizzarlo: "un'onda importuna" le "barriera" il percorso come, con una sorta di presentimento, aveva scritto nella sua poesia "Il destino nascosto". Diventa quindi un doveroso impegno dei genitori, Ettore e Lucia, proseguire il racconto di un autentico sogno durato tredici anni, quelli della sua breve ma intensa vita.

Le sue prime scoperte avvengono nel giardino e nell'orto dei nonni dove fa i primi passi, vede i primi fiori e le prime farfalle. Il nonno la porta spesso a passeggiare nei campi e con loro va sempre il cagnolino, che si diverte a giocare con lei.

Spesso ascolta la nonna che le parla dei suoi tempi di scuola,  e si fa ripetere, per farne poi una raccolta, vecchie poesie e filastrocche. Talvolta soffre di solitudine perché dai nonni non ci sono bambini con cui giocare, per questo apprezza con maggior attenzione quanto le sta attorno: impara a conoscere i fiori, distingue gli uccelli e i loro canti, osserva a lungo il lavoro delle formiche, che descrive nel suo diario, inventa giochi che alla sera spiega ai genitori.

Fin da giovanissima frequenta un corso di danza classica, presso la Scuola Elisa Bertolla di Parma, che conferirà grazia ed armonia alle sue movenze. A otto anni si trasferisce con la sua famiglia nella nuova grande casa dove, accanto, anche i nonni vengono ad abitare.

Il suo modo di vivere cambia, rimane più a lungo fra le mura domestiche, ha più amici,  può condividere con i suoi compagni di scuola momenti di festa, che prepara con la sua consueta carica di entusiasmo. Questo non le impedisce tuttavia di mantenere le sue abitudini: immergersi nelle sue letture e le sue ricerche, andare sempre alla scoperta di qualcosa. Inizia a scrivere qualche poesia, per suo piacere personale. 
Ama tutto quanto la vita offre, accetta anche le cose brutte perché, a suo parere, fanno parte della vita e ci permettono di apprezzare meglio i momenti di felicità. Ama giocare, correre, sciare, nuotare. Ama le forti emozioni, crede molto nell'amicizia.

Ogni aspetto con cui la natura si manifesta la conquista e alla natura dedicherà gran parte delle sue poesie. Al mare non verrebbe mai via dalla spiaggia dove spesso chiede di rimanere sino a sera quando il cielo é tutto rosso e il sole é sotto l'orizzonte perché dice: "E' un incanto!" Sulle Dolomiti compie interminabili camminate per raggiungere i punti più panoramici. E' innamorata delle incantevoli primavere che le offre la campagna attorno al paese dove abita.

Sembra che a lei la vita possa riservare la possibilità di assaporare i suoi frutti migliori e che davanti a lei le porte siano spalancate per un futuro pieno di promesse.