" Per la pace occorre l'amicizia, per l'amicizia basta un sorriso, cambia il mondo con un  sorriso"
Veronica (Nicky)

Una vocazione poetica eccezionale, una visione quasi francescana della natura e un amore immenso per la vita, sono al centro del sorprendente  caso letterario di Veronica Biancardi, la giovane poetessa morta all'età di tredici anni, che ha stupito e commosso tanta gente per la sua precocità.

Veronica nasce il 27 ottobre 1969 a Parma e, sin da giovanissima, mostra un grande entusiasmo per tutto quanto la vita offre, a cominciare dalle cose semplici che ci circondano, anche quelle apparentemente banali,  che lei riesce a vedere in modo diverso. 

La sua sensibilità così profondamente radicata nei confronti della natura é certamente il retaggio dei primi anni, vissuti accanto alla nonna materna, un' autentica miniera di cultura contadina, condita da garbo e saggezza.

Le sue poesie sono state raccolte in tre volumi pubblicati dalla Grafica Cremonese di Cremona: "Domani andrà meglio" (1982), "Cambia il mondo con un sorriso" (1983) uscito poche ore dopo la sua scomparsa e "La vita è... "(1984), postumo. Veronica ha lasciato inoltre una ricca e gioiosa raccolta di disegni e dipinti.

Il primo libro  "Domani andrà meglio", che raccoglie alcuni scritti che Veronica manteneva riservati, e illustrato da fantasiosi disegni di Fabrizia Monticelli e Angela Bornia, fu una meravigliosa sorpresa : un dono degli zii Anna e Cesare per il giorno di Natale 1982 (l'ultimo della sua vita), che Veronica sentiva come il più importante dell'anno, un dono simbolico, un'ultima sfida ad un destino già tracciato.

In breve tempo un  sorprendente successo coinvolse Veronica, che incoraggiata dall'interesse suscitato, cominciò a scrivere con la consapevolezza che le sue poesie sarebbero state apprezzate da tante persone. Ciò riuscì a trasformare il calvario, previsto dal decorso della sua terribile malattia, in una magica ed esaltante avventura, che l'avrebbe accompagnata sino alla fine della sua intensa vita, interrotta da una leucemia il 23 aprile 1983.

In tutte le sue forme espressive, temi dominanti sono la vita, l'amore e la natura. Sulla sua poesia hanno scritto tra gli altri Alberto Bevilacqua, Anna Ventura, Enzo Fabiani, Giuseppe Marchetti, Pinin Carpi, Roman Dubrovin.

La rivista sovietica "Pioner" (tiratura 3.500.000 copie destinate anche agli stati satelliti dell'ex Unione Sovietica) le ha dedicato due pagine pubblicando sei poesie: una rara eccezione per quel paese.

Due poesie di Veronica sono state inserite nel libro di testo "Parole e pensieri" edito da Arnoldo Mondadori e numerose iniziative sono state prese da insegnanti di scuole italiane di vari livelli per far conoscere il messaggio positivo dei suoi pensieri.

Ha ricevuto il "Premio letterario Ignazio Silone" per il messaggio di pace contenuto nella sua opera.

La giuria del premio nazionale "La Madia d'oro" edizione 1983 le ha assegnato fuori concorso una medaglia alla memoria.

Ricchissima la documentazione (libri,stampa,TV,radio) su Veronica, sui suoi scritti e sulla sua storia. Hanno parlato, di lei e con lei, personaggi della cultura, del giornalismo e dello spettacolo. Tra questi ricordiamo Aligi Sassu, Lorin Maazel, Enzo Biagi, Renzo Allegri, Alberto Camerini, Adriana Maliponte, Miguel Bosè.

Di Veronica restano, per sempre, le sue opere: le poesie, i quadri, le lettere, i diari, gli appunti, i piccoli oggetti di cui amò contornarsi, da lei stessa creati con amore artigiano. Resta la camera della villetta  dove ha vissuto  in Vicomero nella provincia di Parma, da cui s' intravede la nuova strada, che il Comune di Parma le ha voluto intitolare, il primo Centro giovani della città, che le é stato dedicato, dove continua a rivivere fra i giovani, i ritratti che il pittore Aligi Sassu le ha voluto dedicare, le innumerevoli iniziative che i suoi pensieri hanno generato, e le tante testimonianze di affetto che ha saputo suscitare.

Ma, soprattutto, resta vivido il ricordo di quel suo luminoso e splendente sorriso, che regalava a chi la circondava. Il sorriso col quale voleva cambiare il mondo.

Sulla sua lapide, dove spicca un gran sole che si prolunga in un arcobaleno, é stato riportato un suo pensiero ricavato da un componimento scritto a scuola : "...quando ci si saluta, o si dice anche un addio, bisogna essere sempre felici e sorridenti, perché tutto andrà sempre nel migliore dei modi" .